Agrigento, dal caso Di Giovanni a Lattuca il sindaco Sodano chiarisca il futuro del comando

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La questione del dirigente comandante della polizia locale di Agrigento non nasce oggi. Il modello organizzativo introdotto nel 2013, l’incarico affidato a Gaetano Di Giovanni durante l’amministrazione Firetto e la successiva nomina di un maggiore dei Carabinieri in pensione a titolo gratuito riportano tutti alla stessa domanda: il Comune intende continuare ad affidare il comando a figure esterne al Corpo?

Ora che il sindaco Michele Sodano deve definire l’assetto della polizia locale, la città ha diritto a una risposta. Il sindaco della legalità e della rivoluzione riveda le scelte del passato e chiarisca se vuole davvero cambiare metodo.

La scelta del 2013 e il passaggio con Firetto

Secondo la ricostruzione di Report Sicilia, nel 2013, durante l’amministrazione guidata da Marco Zambuto, il Comune trasformò quello che era il Corpo di polizia locale in un’aliquota. Il regolamento consentì di collocare al vertice un dirigente amministrativo e di affidare il coordinamento del servizio a un graduato.

La decisione fu approvata con una deliberazione di Giunta. Report Sicilia ha ricondotto quella scelta anche al contesto nel quale il dirigente Di Giovanni aspirava ad assumere il comando della polizia locale. Un passaggio che merita ancora oggi di essere ricostruito attraverso gli atti e le motivazioni di chi propose e approvò quel modello.

Con l’amministrazione di Lillo Firetto, Di Giovanni venne assegnato alla dirigenza del settore Polizia locale e presentato come comandante. Nel luglio 2017 il sindaco gli consegnò pubblicamente la divisa ufficiale. Quella consegna documenta come l’amministrazione presentò l’incarico, ma non chiarisce da sola se l’assegnazione delle funzioni e l’uso della divisa fossero legittimi. Report Sicilia contesta la compatibilità di quell’assetto con le regole che disciplinano il comando della polizia locale. www.agrigentooggi.it

Con Miccichè un altro incarico a un ufficiale in pensione

Nel gennaio 2025 l’amministrazione guidata da Francesco Miccichè nominò Vincenzo Lattuca, maggiore dei Carabinieri in pensione, comandante della polizia locale per un anno e a titolo gratuito. L’incarico venne conferito con la determinazione sindacale n. 5 del 10 gennaio 2025. www.reportsicilia.it

Il fatto che l’incarico fosse gratuito non risolve il nodo delle funzioni attribuite. La determinazione richiamava le norme sugli incarichi a personale in quiescenza, ma resta da chiarire se un ex ufficiale dei Carabinieri potesse essere posto al comando della polizia locale con le funzioni proprie di quel ruolo.

La gratuità e la legittimità del comando sono questioni diverse. Il Comune deve spiegare su quale base abbia affidato quelle funzioni e se la nomina fosse compatibile con le regole specifiche della polizia locale. La sentenza del Consiglio di Stato n. 2518 del 15 marzo 2024, richiamata dalla UIL FPL nella sua segnalazione, rende ancora più urgente questa verifica. www.reportsicilia.it

Dopo il dirigente comandante e dopo il comando affidato a un ufficiale in pensione, si vuole continuare con lo stesso schema? È la domanda che oggi il sindaco Sodano deve affrontare. La nuova procedura per il settore Polizia locale individuerà un dirigente amministrativo oppure si vuole attribuire ancora una volta a un profilo esterno anche il comando del Corpo?

La UIL chiede verifiche

Report Sicilia aveva già segnalato la sovrapposizione tra l’incarico dirigenziale previsto dall’avviso comunale e le funzioni di comandante attribuite dal regolamento. L’articolo 24, comma 5, prevede che il coordinamento del servizio sia affidato a un dirigente amministrativo al quale vengono conferite le funzioni di comandante. www.reportsicilia.it

La UIL FPL ha poi trasmesso una segnalazione al Comune e al Prefetto, chiedendo verifiche sulla struttura gerarchica del Corpo, sulle qualifiche del vertice e sulle procedure relative agli atti di polizia giudiziaria. Il sindacato ha segnalato anche criticità legate alla presenza di un solo ufficiale e alla continuità del servizio in caso di assenza. www.reportsicilia.it

La nota sindacale non è una sentenza e non prova da sola l’illegittimità degli incarichi precedenti. Ma impone all’amministrazione di rispondere nel merito, soprattutto alla luce delle norme e della giurisprudenza citate.

Il sindaco della rivoluzione non lasci tutto com’è

Sul piano politico, in Consiglio comunale il vicepresidente vicario Marco Vullo ha invitato Sodano ad alleggerire i toni sulle responsabilità del passato. Report Sicilia ha letto in quell’intervento il possibile segnale di un’intesa: il sindaco evita di toccare le questioni scomode e la maggioranza sostiene gli atti necessari per amministrare. È una lettura politica, ma spetta ai fatti confermarla o smentirla. www.reportsicilia.it

Il caso della polizia locale è una prova concreta. Sodano chiarisca se intende rivedere il regolamento del 2013, se farà verificare gli incarichi successivi e quali funzioni assegnerà al nuovo vertice. Non basta che una soluzione sia stata adottata in passato o che sia stata presentata come gratuita. Occorre stabilire se sia compatibile con le regole specifiche del comando.

La UIL ha formalizzato le proprie richieste. Report Sicilia ha sollevato i dubbi sulla selezione e sui precedenti. Ora il Comune risponda con atti e motivazioni verificabili.

Il sindaco della rivoluzione dimostri che il cambiamento vale anche quando significa mettere mano alle scelte di chi lo ha preceduto. Riveda l’organizzazione della polizia locale e chiarisca una volta per tutte chi dirige il settore, chi comanda il Corpo e quali requisiti deve possedere chi esercita quelle funzioni.

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