Agrigento da record… ma solo sulla carta?

Dirigenti promossi, città bocciata: il paradosso delle performance al Comune di Agrigento
Mentre le strade continuano a presentare criticità, i quartieri denunciano carenze nei servizi, il verde pubblico appare spesso abbandonato, gli impianti sportivi attendono manutenzioni, il patrimonio comunale produce più costi che ricavi e la città continua a rincorrere emergenze su emergenze, a Palazzo dei Giganti arriva una certificazione che racconta una realtà decisamente diversa.
Con la deliberazione n. 84 del 5 giugno 2026GC_84_2026, la Giunta comunale guidata da Francesco Miccichè ha approvato la relazione sulla performance relativa agli anni 2020-2024, prendendo atto delle valutazioni effettuate dal Nucleo di Valutazione sui dirigenti dell’ente.
Secondo il documento, il Comune registra un “sufficiente grado di raggiungimento degli obiettivi individuali e di Ente”, tanto da consentire l’accesso agli strumenti premiali e alle indennità di risultato.
Eppure una domanda sorge spontanea: se gli obiettivi sono stati raggiunti, perché la città appare in condizioni così lontane da quelle che i cittadini si aspetterebbero da un’amministrazione efficiente?
I numeri della valutazione
Le schede riportano punteggi che oscillano mediamente tra 49 e 59 punti, con valutazioni generalmente positive per tutti i principali settori comunali. Tra i dirigenti figurano responsabili di servizi fondamentali come ecologia, decoro urbano, verde pubblico, lavori pubblici, patrimonio, tributi, servizi sociali e polizia locale.
La relazione evidenzia inoltre che il sistema di valutazione tiene conto:
- del raggiungimento degli obiettivi;
- della qualità organizzativa;
- della capacità gestionale;
- della soddisfazione dell’utenza;
- dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa.
Sulla carta, dunque, una macchina amministrativa che sembrerebbe funzionare.
Ma Agrigento racconta altro
Basta però uscire dagli uffici comunali e percorrere le strade della città per incontrare una realtà diversa.
Negli stessi anni oggetto delle valutazioni:
- Agrigento ha vissuto una delle più gravi crisi idriche della sua storia;
- numerose aree verdi e ville comunali sono state più volte denunciate per stato di abbandono;
- il patrimonio immobiliare comunale continua a rappresentare un costo anziché una fonte di reddito;
- il decoro urbano è stato al centro di continue segnalazioni e proteste;
- la manutenzione stradale e degli edifici pubblici è stata oggetto di ripetute contestazioni;
- diversi servizi ai cittadini hanno mostrato evidenti criticità.
Se davvero gli indicatori di performance misurano efficacia, efficienza e qualità dei servizi, il cittadino medio fatica a riconoscere tali risultati nella vita quotidiana.
Il nodo vero: cosa viene valutato?
La stessa relazione richiama il sistema di valutazione introdotto dal decreto Brunetta, fondato sul raggiungimento di obiettivi assegnati internamente all’amministrazione.
Ed è proprio qui che emerge il punto centrale.
Non sempre il raggiungimento di un obiettivo amministrativo coincide con il miglioramento percepito dalla collettività.
Un dirigente può raggiungere formalmente un obiettivo inserito nel Piano della Performance, completare una procedura o rispettare un adempimento burocratico, ottenendo una valutazione positiva. Ma se nel frattempo la città continua a perdere qualità urbana, servizi e competitività, il risultato finale per il cittadino resta negativo.
La domanda che resta senza risposta
La delibera approvata dalla Giunta rappresenta certamente un adempimento previsto dalla normativa e necessario per la corresponsione delle indennità di risultato.
Tuttavia resta una questione che la futura amministrazione non potrà ignorare:
come è possibile che quasi tutti i dirigenti raggiungano gli obiettivi mentre la città continua ad accumulare problemi irrisolti?
Forse il problema non sta nei dirigenti.
Forse il problema sta negli obiettivi.
Perché se il metro di valutazione produce amministratori e dirigenti promossi mentre i cittadini percepiscono una città in difficoltà, allora è il sistema stesso di misurazione che merita una profonda riflessione.
Agrigento, oggi più che mai, sembra vivere un paradosso amministrativo: le performance migliorano nei documenti ufficiali, ma la città continua a chiedere risultati che si vedano nelle strade, nei quartieri e nei servizi.





