Agrigento colabrodo, perdite segnalate da febbraio: L’acqua continua a scorrere mentre c’è chi resta a secco da 15 giorni

Non tre settimane, ma mesi. Report Sicilia segnala e documenta almeno da febbraio le perdite idriche che interessano diverse zone della città. Quella tra via Manzoni e via Venezia è stata nuovamente denunciata il 3 agosto e oggi, 24 agosto, l’acqua continua a scorrere. Intanto in via Polibio c’è un’altra perdita e alcune attività commerciali riferiscono di non ricevere la dotazione idrica da circa 15 giorni. La domanda ad AICA è semplice: in attesa della nuova rete, quella vecchia non si ripara più?
AGRIGENTO – Febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto. I mesi passano, le nostre segnalazioni si accumulano e l’acqua continua a scorrere per le strade di Agrigento.
Non siamo davanti all’ennesima perdita scoperta oggi. È questo il punto che occorre chiarire.
Report Sicilia segnala almeno dal mese di febbraio le perdite idriche presenti in città, tornando ripetutamente sugli stessi luoghi quando, a distanza di settimane o mesi, i problemi continuano a presentarsi.
Il video che pubblichiamo oggi, 24 agosto, documenta ancora una volta quanto accade nella zona compresa tra via Manzoni, via Venezia e via Torino, dove una perdita trasforma la scalinata in un piccolo corso d’acqua.
E non possiamo più parlare di semplice ritardo nell’intervento.
Parliamo di una situazione che si trascina da mesi.
Il 3 agosto eravamo tornati ancora una volta sulla stessa perdita
L’ultima nostra segnalazione specifica risale al 3 agosto, quando Report Sicilia aveva pubblicato l’articolo dal titolo “Il ‘giardino verticale’ vicino via Venezia ‘annaffiato’ da una rigogliosa perdita idrica”.
Avevamo documentato la rottura della condotta che passa sotto la scalinata tra via Manzoni e via Venezia e ironicamente definito “giardino verticale” quella vegetazione spontanea che proprio la perdita contribuiva ad alimentare.
Rileggi l’articolo di Report Sicilia del 3 agosto
Sono trascorse altre tre settimane da quell’articolo.
Ma la storia non comincia il 3 agosto.
Il 3 agosto era soltanto l’ennesima volta in cui Report Sicilia tornava a denunciare un problema che, insieme ad altre perdite della città, segnaliamo almeno dal mese di febbraio.
Ed è proprio questa cronologia a rendere la situazione ancora più grave.
Da febbraio ad agosto: quante volte bisogna segnalare una perdita?
Una perdita può verificarsi. Una tubazione vecchia può rompersi. Una rete idrica vetusta può certamente richiedere interventi continui.
Ma quando i mesi trascorrono e le stesse criticità continuano ad essere documentate, la domanda cambia.
Non dobbiamo più chiederci soltanto perché si rompe una condotta.
Dobbiamo chiederci: perché non viene riparata definitivamente?
E soprattutto: quante volte deve essere segnalata una perdita prima che qualcuno intervenga?
Da febbraio ad agosto sono trascorsi circa sei mesi.
Se una segnalazione pubblica non basta, se due non bastano, se dopo mesi siamo ancora costretti a mostrare acqua che scorre lungo le strade, allora esiste un problema che va oltre la singola tubazione.
Il sospetto: si aspetta la nuova rete e quella vecchia non si ripara più?
Ed è qui che nasce una domanda che Report Sicilia pone direttamente ad AICA.
Agrigento è interessata dai lavori per la realizzazione della nuova rete idrica. Un’opera fondamentale che dovrebbe finalmente consentire di sostituire gran parte di quelle condotte che oggi fanno della città un vero e proprio colabrodo.
Ma la nuova rete non sarà pienamente operativa domani.
Ci vorranno ancora molti mesi e, verosimilmente, almeno un altro anno di lavori prima che il nuovo sistema possa entrare completamente a regime.
E allora la domanda diventa inevitabile:
in attesa della nuova rete, AICA ha deciso di limitare o rinviare gli interventi sulla vecchia rete?
Se così non è, sarebbe opportuno spiegare perché perdite segnalate e documentate da mesi continuino ad essere presenti.
Perché una cosa deve essere chiarissima: la costruzione della nuova rete non può trasformarsi nell’alibi per abbandonare quella attualmente in esercizio.
La vecchia rete deve continuare a funzionare e ad essere manutenzionata fino al giorno in cui verrà effettivamente sostituita.
Oggi via Polibio: altra perdita e commercianti senz’acqua da 15 giorni
E mentre torniamo a documentare la situazione tra via Venezia e via Manzoni, oggi arriva un’altra fotografia paradossale della gestione idrica agrigentina.
Questa volta siamo in via Polibio.
Anche qui viene segnalata una perdita d’acqua.
Ma c’è di più.
Alcune attività commerciali della zona riferiscono di non ricevere la propria dotazione idrica da circa 15 giorni.
Quindici giorni.
Da una parte l’acqua che non arriva nelle cisterne delle attività commerciali.
Dall’altra l’acqua che finisce sull’asfalto.
È probabilmente l’immagine più semplice per spiegare cosa stia accadendo ad Agrigento.
Ai cittadini si chiede di non sprecare una goccia. E queste?
Da anni agli agrigentini viene chiesto di fare attenzione ai consumi.
Quando saltano i turni bisogna avere pazienza.
Quando l’acqua arriva dopo giorni bisogna razionarla.
Quando la dotazione non è sufficiente bisogna organizzarsi con cisterne e riserve.
E tutto questo può anche essere compreso quando ci si trova davanti ad una vera emergenza.
Ma poi il cittadino esce di casa e vede l’acqua scorrere per giorni e settimane lungo le strade.
E allora diventa difficile spiegargli che deve risparmiare ogni singolo litro.
Ancora più difficile spiegarlo a un commerciante che sostiene di aspettare l’acqua da 15 giorni mentre, a poca distanza, una perdita disperde quella stessa risorsa.
Quanto ci costano le perdite non riparate?
C’è anche un’altra questione sulla quale sarebbe opportuno fare chiarezza.
L’acqua dispersa non nasce sotto l’asfalto.
È acqua che viene captata, trattata, sollevata, trasportata e immessa nel sistema.
Tutte operazioni che hanno un costo.
Per questo chiediamo ad AICA: quanta acqua viene dispersa ogni giorno nel territorio di Agrigento a causa delle perdite?
E ancora: quanto costa complessivamente quell’acqua agli utenti?
Perché se una perdita resta attiva per settimane o mesi, non stiamo parlando soltanto di qualche pozzanghera.
Stiamo parlando di metri cubi e metri cubi di una risorsa che, soprattutto in Sicilia, dovrebbe essere trattata come un bene preziosissimo.
Non basta più dire che la rete è vecchia
Che la rete idrica di Agrigento sia vecchia lo sappiamo.
Lo sanno AICA, il Comune, ATI e soprattutto lo sanno gli agrigentini che da anni convivono con rotture, turnazioni e disservizi.
Proprio perché la rete è vecchia occorre però manutenerla ancora di più, almeno fino alla sua completa sostituzione.
Dire che tra un anno avremo una rete nuova non risolve la perdita di oggi.
Non porta l’acqua al commerciante che la aspetta da 15 giorni.
Non recupera l’acqua dispersa negli ultimi sei mesi.
E non cancella le segnalazioni che Report Sicilia continua a pubblicare.
Da febbraio continuiamo a documentare. Quanto dovremo aspettare ancora?
Questa volta, quindi, vogliamo essere estremamente chiari.
Non stiamo segnalando il problema da tre settimane.
Le tre settimane riguardano soltanto il tempo trascorso dall’ultimo nostro articolo sulla perdita della scalinata.
Report Sicilia denuncia e documenta queste criticità almeno dal mese di febbraio.
Siamo arrivati al 24 agosto e continuiamo a pubblicare video di acqua dispersa.
Per questo chiediamo pubblicamente ad AICA di spiegare quale sia oggi la politica adottata per la manutenzione della rete idrica di Agrigento durante il periodo necessario al completamento della nuova infrastruttura.
E poniamo cinque domande precise:
quante perdite risultano attualmente segnalate ad Agrigento?
Quante attendono ancora un intervento?
Qual è il tempo medio necessario per una riparazione?
Esiste una disposizione, formale o operativa, che limita gli interventi sulle condotte destinate ad essere sostituite dalla nuova rete?
E soprattutto: quando verranno riparate definitivamente le perdite che Report Sicilia segnala ormai da febbraio?
Perché ad Agrigento si può discutere di cronoprogrammi, cantieri e futura rete idrica quanto si vuole.
Ma rimane una fotografia difficile da accettare: c’è chi aspetta l’acqua da 15 giorni e c’è acqua che, da mesi, continuiamo a vedere scorrere per strada.
La nuova rete sarà il futuro.
Ma fino a quel giorno AICA deve garantire il presente.





