Agrigento, chiedevamo una risposta a Sodano e risponde La Vardera. Ma il sindaco c’è?

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Report Sicilia aveva posto una domanda precisa al primo cittadino sul caso della bicicletta della consigliera Elvira Mangione. Dal sindaco, per ora, nessuna risposta. In compenso arriva un video durissimo di Ismaele La Vardera. E allora la questione diventa politica: chi governa Agrigento, il sindaco eletto o il leader regionale di Controcorrente?

Il leader di Controcorrente replica a Report Sicilia trasformando il caso in una contrapposizione tra automobile e bicicletta. Ma nessuno ha contestato a Elvira Mangione l’utilizzo delle due ruote. La domanda era, e rimane, un’altra: poteva assicurare la bici all’inferriata davanti a Palazzo di Città? E soprattutto: perché alla domanda rivolta al sindaco Sodano risponde ancora una volta La Vardera?

AGRIGENTO – Meno automobili, più biciclette, più mezzi elettrici e maggiore rispetto per l’ambiente.

Su questo possiamo risparmiare a Ismaele La Vardera persino la fatica della polemica: siamo perfettamente d’accordo.

Anzi, chi oggi dirige Report Sicilia non ha certamente bisogno di lezioni dell’ultima ora sulla mobilità alternativa.

Il nostro editore Giuseppe Di Rosa utilizzava già nel 2012 un’auto elettrica ad Agrigento, in anni nei quali questi mezzi rappresentavano ancora una rarità sulle strade della città.

La Vardera, classe 1993, nel 2012 aveva 19 anni: secondo le sue stesse ricostruzioni biografiche, in quell’anno completava il proprio percorso scolastico, riceveva un riconoscimento a Montecitorio per il proprio impegno sociale e iniziava la propria esperienza istituzionale come consulente del sindaco di Villabate per le politiche giovanili.

Dunque evitiamo una discussione che non esiste.

Report Sicilia non ha mai aperto una battaglia contro le biciclette.

La questione è un’altra.

Ed è sorprendente che proprio La Vardera, con tutta la sua esperienza comunicativa, faccia finta di non comprenderla.

Mangione aveva ragione sull’automobile

Partiamo dall’inizio.

Qualche giorno fa Elvira Mangione, capogruppo di Controcorrente al Consiglio comunale di Agrigento, pubblica la fotografia di un’automobile parcheggiata davanti al portone di Palazzo di Città e si indigna.

E noi lo diciamo senza alcuna difficoltà:

Mangione aveva ragione. Sacrosanta ragione.

Quell’automobile lì non dovrebbe stare.

Non abbiamo alcun interesse a difendere chi lascia un’automobile dove non deve lasciarla.

Il problema nasce dopo.

Perché dalle fotografie in nostro possesso emerge che la stessa consigliera, il 30 giugno alle ore 12:56, arriva davanti al Palazzo di Città con la propria bicicletta e la assicura all’inferriata delle aiuole proprio in prossimità dell’ingresso.

Ed ecco la domanda.

Semplice.

Quasi banale.

Si può fare?

Ismaele, non stiamo discutendo se sia meglio la bici o l’auto

La Vardera prende il nostro articolo e costruisce una replica ironica.

Il problema è che replica a qualcosa che noi non abbiamo mai scritto.

Nessuno ha sostenuto che utilizzare una bicicletta sia sbagliato.

Nessuno ha sostenuto che una bicicletta produca gli stessi problemi di un’automobile.

Nessuno ha equiparato una bici assicurata a un’inferriata a un’automobile parcheggiata in quarta fila.

Questa contrapposizione esiste soltanto nella replica di La Vardera.

Ismaele, la domanda non è: automobile o bicicletta?

La domanda è:

quella bicicletta poteva essere parcheggiata e assicurata proprio lì?

È molto diverso.

Si può arrivare davanti al Comune in bicicletta?

Naturalmente sì.

Si può incentivare l’uso della bicicletta?

Certamente.

Il Comune dovrebbe mettere a disposizione rastrelliere adeguate?

Sarebbe persino auspicabile.

Ma da tutto questo non discende automaticamente che una bicicletta possa essere assicurata a qualsiasi inferriata, recinzione o elemento presente davanti a un edificio pubblico.

È questo che chiediamo di chiarire.

La questione si chiama coerenza

Ed eccoci al cuore della vicenda.

Mangione fotografa un comportamento che ritiene scorretto e pubblicamente lo denuncia.

Bene.

Poi emerge una fotografia della stessa consigliera mentre utilizza l’inferriata davanti al Comune per assicurare la propria bicicletta.

A quel punto chiedere se quel comportamento sia consentito non significa essere contro le biciclette.

Significa chiedere coerenza.

Perché chi pretende giustamente il rispetto delle regole dagli altri deve essere il primo ad accettare che qualcuno verifichi il rispetto delle regole da parte sua.

Se assicurare la bicicletta a quella inferriata è consentito, la vicenda finisce qui.

Pubblicheremo la risposta e ne prenderemo atto.

Ma se non è consentito, allora non cambia nulla che il mezzo abbia due ruote anziché quattro.

E soprattutto non cambia nulla che la proprietaria sia una consigliera comunale.

Il paradosso: chiediamo al sindaco, risponde La Vardera

C’è però un elemento ancora più interessante.

Il nostro articolo poneva una domanda al sindaco Michele Sodano.

Non a Ismaele La Vardera.

Chiedevamo al primo cittadino se le regole valessero per tutti e quale fosse la disciplina applicabile davanti al Palazzo di Città.

La risposta del sindaco?

Al momento non è arrivata.

In compenso è arrivato La Vardera.

E vi sembra poco?

Ormai ad Agrigento rischia di diventare uno schema.

Si pone una domanda a Sodano e interviene il leader di Controcorrente.

E allora alla domanda sulla bicicletta se ne aggiunge inevitabilmente un’altra:

ma il sindaco di Agrigento c’è?

Perché Agrigento ha eletto Michele Sodano.

La Vardera può difendere la propria capogruppo, può ironizzare su Report Sicilia, può realizzare tutti i video che ritiene opportuni.

Ma non è lui il sindaco di Agrigento.

La risposta che aspettiamo non richiede un video

Per chiudere questa storia non occorrono montaggi, battute o indignazione.

Occorrono poche parole.

Sindaco Sodano, è consentito assicurare una bicicletta a quella inferriata davanti al Palazzo di Città?

Sì o no?

Se la risposta è sì, Report Sicilia lo scriverà.

Se la risposta è no, ciascuno trarrà le proprie conclusioni.

Perché il giornalismo serve anche a questo: fare domande.

E una domanda non diventa illegittima soltanto perché infastidisce chi dovrebbe rispondere.

Nel 2012 Di Rosa utilizzava già l’elettrico. Quindi risparmiateci la lezione ambientale

E consentiteci infine una precisazione.

Presentare questa vicenda come lo scontro tra chi ama le automobili e chi difende la bicicletta è una rappresentazione semplicemente sbagliata.

Giuseppe Di Rosa utilizzava un’automobile elettrica ad Agrigento già nel 2012.

Quattordici anni fa.

Quando parlare di mobilità elettrica non garantiva certamente l’attenzione social che garantisce oggi.

Perciò nessuna lezione sull’ambiente.

Siamo favorevoli alle biciclette.

Siamo favorevoli ai mezzi elettrici.

Siamo favorevoli a ridurre le automobili in città.

Siamo favorevoli alle rastrelliere e a una città nella quale spostarsi senza automobile diventi finalmente normale.

Ma siamo favorevoli anche a un’altra cosa:

alle stesse regole per tutti.

Ed è esattamente questo il punto che La Vardera, nella sua lunga replica, non riesce a cancellare.

Mangione poteva assicurare quella bicicletta a quell’inferriata?

Tutto qui.

E siccome la domanda l’avevamo rivolta al sindaco, continuiamo ad aspettare la risposta del sindaco.

Michele Sodano, ci risponde lei oppure dobbiamo ormai considerare Ismaele La Vardera il portavoce di Palazzo dei Giganti?

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