Agrigento, bilanci ancora fermi: Dopo le accuse di Sodano adesso servono date, documenti e numeri

Nota della redazione – Ci scusiamo con i nostri lettori: nella prima versione dell’articolo avevamo erroneamente indicato che il sindaco Michele Sodano avesse ancora la delega al Bilancio. In realtà, dopo averla trattenuta inizialmente, il 21 luglio il primo cittadino ha nominato assessore al Bilancio Raffaele Trano, commercialista ed ex parlamentare nazionale. Abbiamo pertanto corretto e aggiornato il testo.
Rendiconto 2025, bilancio dell’anno corrente, consolidato e programmazione 2027-2029: dalla seconda metà di settembre le scadenze inizieranno ad accavallarsi. Il sindaco e l’assessore Raffaele Trano chiariscano a che punto si trovano gli strumenti finanziari del Comune
AGRIGENTO – «Ci avete consegnato un Comune in esercizio provvisorio che deve ancora chiudere il consuntivo 2025 e il preventivo 2026-2029».
Sono state queste le parole utilizzate nelle scorse settimane dal sindaco di Agrigento, Michele Sodano, nel duro confronto a distanza con il suo predecessore Franco Miccichè sulla situazione economico-finanziaria di Palazzo dei Giganti.
Il primo cittadino ha parlato di un Comune privo di una piena capacità di programmazione, ha contestato la rappresentazione dei circa 44 milioni di euro presenti in cassa come se fossero un tesoretto immediatamente spendibile e ha ricordato che una parte consistente di quelle somme sarebbe vincolata a specifiche destinazioni.
Sodano ha anche rivolto all’ex amministrazione una domanda precisa: se i conti erano davvero in ordine, perché il bilancio relativo al 2026 non era stato approvato entro i termini?
Una presa di posizione politicamente comprensibile. Ma adesso, trascorse diverse settimane dall’insediamento della nuova amministrazione, le stesse domande devono essere rivolte a chi oggi governa la città.
Non basta più raccontare ciò che non avrebbe fatto la precedente amministrazione. Occorre spiegare cosa stia facendo quella attuale.
Prima la delega trattenuta da Sodano, poi la nomina di Trano
Al momento della formazione della prima Giunta, Michele Sodano aveva trattenuto personalmente la delega al Bilancio, lasciando intendere di volere seguire direttamente uno dei settori più delicati del Comune.
Successivamente, il 21 luglio, il sindaco ha completato la squadra amministrativa nominando assessore al Bilancio Raffaele Trano, commercialista ed ex deputato nazionale del Movimento 5 Stelle.
Da quel momento la responsabilità politica degli strumenti finanziari non è più soltanto del sindaco, ma è condivisa con l’assessore scelto appositamente per riportare Palazzo dei Giganti alla normalità contabile.
Trano non è stato chiamato a occuparsi di una delega secondaria. Gli sono stati affidati i conti del Comune in una fase nella quale, secondo le stesse dichiarazioni di Sodano, l’ente si trovava ancora in esercizio provvisorio, senza il rendiconto 2025 e senza il bilancio relativo all’anno corrente.
Proprio per questo oggi è necessario sapere quale lavoro sia stato svolto dal momento della sua nomina, quali problemi siano stati individuati, quali documenti siano già pronti e quale cronoprogramma sia stato concordato con gli uffici finanziari.
Tre esercizi finanziari da affrontare contemporaneamente
La situazione è particolarmente delicata perché il Comune rischia di trovarsi a lavorare contemporaneamente su tre differenti esercizi finanziari.
Bisogna chiudere definitivamente il 2025 attraverso il rendiconto della gestione, rendere pienamente operativo il 2026 mediante il bilancio di previsione e, nello stesso tempo, avviare la programmazione relativa al triennio 2027-2029.
In termini semplici:
- il rendiconto 2025 deve certificare come siano state realmente utilizzate le risorse durante lo scorso anno;
- il bilancio di previsione 2026-2028 deve autorizzare e programmare le entrate e le spese dell’anno corrente;
- il bilancio di previsione 2027-2029 dovrà definire le scelte finanziarie e amministrative del prossimo triennio.
A questi documenti devono aggiungersi la salvaguardia degli equilibri, l’eventuale assestamento, il bilancio consolidato, il Documento unico di programmazione, i rapporti con le società partecipate e tutti gli atti collegati alla gestione economica dell’ente.
Per questo sarebbe opportuno utilizzare denominazioni tecnicamente corrette. Il documento riguardante l’anno in corso è il bilancio di previsione 2026-2028. Quello relativo al triennio successivo sarà invece il bilancio di previsione 2027-2029.
Parlare genericamente di “preventivo 2026-2029” rischia di sovrapporre strumenti, annualità e responsabilità differenti.
Il rendiconto 2025: che cosa è emerso realmente?
Il primo documento sul quale l’amministrazione dovrebbe fornire informazioni è il rendiconto della gestione 2025, comunemente chiamato bilancio consuntivo.
Non si tratta di un semplice adempimento burocratico. È il documento che deve certificare quanto il Comune abbia realmente incassato e speso, quali crediti ritenga ancora esigibili, quali debiti debba pagare e quali somme debbano essere accantonate o mantenute vincolate.
Dal rendiconto dovrebbe emergere con chiarezza:
- il risultato di amministrazione;
- l’eventuale disavanzo da ripianare;
- la consistenza effettiva della cassa;
- l’importo delle somme vincolate;
- l’ammontare dei residui attivi e passivi;
- il Fondo crediti di dubbia esigibilità;
- il Fondo contenzioso;
- i debiti fuori bilancio già riconosciuti o ancora da riconoscere;
- le passività potenziali;
- i rapporti finanziari con società partecipate, consorzi, fondazioni e altri organismi;
- la capacità effettiva del Comune di riscuotere tributi, sanzioni e altre entrate.
Il sindaco ha sostenuto che la presenza di circa 44 milioni di euro in tesoreria non dimostri, da sola, la solidità finanziaria dell’ente. Si tratta di un’osservazione tecnicamente fondata: la disponibilità di cassa non coincide automaticamente con un avanzo liberamente spendibile.
Proprio per questo, però, servono i numeri.
Quanti dei 44 milioni sono vincolati? Quanti riguardano opere pubbliche e finanziamenti regionali, statali o comunitari? Quanti devono essere conservati per specifiche destinazioni? Esiste una quota realmente libera? Qual è il disavanzo effettivo dopo il riaccertamento dei residui? Quali debiti o passività rischiano di gravare sugli esercizi futuri?
Senza questi dati, il confronto tra Sodano e Miccichè resta esclusivamente politico.
A che punto è il bilancio dell’anno corrente?
Il secondo interrogativo riguarda il bilancio di previsione 2026-2028.
Il Comune continua a operare in esercizio provvisorio? Se sì, quali limitazioni stanno subendo i diversi settori? Quali servizi non possono essere programmati o potenziati? Quali interventi sono stati rinviati? Quali somme non possono essere pienamente utilizzate?
L’esercizio provvisorio non significa che il Comune smetta di pagare stipendi, utenze, rate di mutui o servizi obbligatori. Significa, però, che la gestione rimane sottoposta a limitazioni e che la possibilità di avviare nuove politiche, assumere determinati impegni e programmare le spese discrezionali risulta fortemente ridotta.
Questa condizione incide direttamente sulla vita della città:
- manutenzione delle strade e degli immobili;
- servizi sociali;
- assistenza agli studenti con disabilità;
- refezione scolastica;
- verde pubblico;
- impianti sportivi;
- cultura e turismo;
- sicurezza urbana;
- assunzioni e organizzazione del personale;
- affidamenti e contratti;
- compartecipazioni comunali necessarie per ottenere finanziamenti.
Per questo Report Sicilia rivolge pubblicamente alcune domande al sindaco Sodano e all’assessore Trano:
La Giunta ha già approvato lo schema del rendiconto 2025?
Il documento è stato trasmesso al Collegio dei revisori dei conti?
Il parere dei revisori è già arrivato oppure sono state formulate osservazioni?
È stato completato il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi?
È già stato predisposto lo schema del bilancio di previsione 2026-2028?
Quando saranno trasmessi gli atti al Consiglio comunale?
Esiste un calendario concordato con il presidente Giovanni Civiltà e con la commissione competente?
Le dichiarazioni sulle somme utilizzate per altre finalità
Nel confronto con la precedente amministrazione, Sodano ha parlato anche di somme che sarebbero state utilizzate per finalità differenti rispetto a quelle originariamente previste, prospettando il rischio di doverle ricostituire o restituire.
Si tratta di dichiarazioni molto serie che meritano di essere accompagnate da informazioni precise.
A quali somme si riferisce il sindaco? Qual è il loro importo complessivo? Con quali provvedimenti sarebbero state utilizzate? Quali uffici hanno effettuato la verifica? Esiste una relazione del dirigente finanziario? Sono stati informati il Collegio dei revisori, la Regione, la Corte dei conti o altri organismi di controllo?
Se si tratta di una criticità reale, non può restare confinata in un video pubblicato sui social o in uno scontro politico con l’ex sindaco.
La città deve conoscere gli atti e gli importi.
I 44 milioni: il Comune pubblichi un prospetto
Per superare definitivamente la disputa sulla liquidità, il Comune potrebbe pubblicare un prospetto semplice e comprensibile:
| Voce | Importo da comunicare |
|---|---|
| Cassa totale al 1° gennaio 2026 | — |
| Cassa vincolata | — |
| Cassa libera | — |
| Residui attivi | — |
| Residui passivi | — |
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | — |
| Fondo contenzioso | — |
| Disavanzo da ripianare | — |
| Quota annuale di ripiano | — |
| Debiti fuori bilancio | — |
| Passività potenziali | — |
| Somme da ricostituire o restituire | — |
Un’operazione di trasparenza che consentirebbe ai cittadini di comprendere la differenza tra liquidità di cassa, somme vincolate, risultato di amministrazione e risorse effettivamente disponibili.
Il bilancio consolidato e il peso delle partecipate
Un altro passaggio delicato riguarderà il bilancio consolidato e la verifica dei rapporti tra il Comune e i propri organismi partecipati.
Particolare attenzione dovrà essere riservata ad Aica, considerato che Agrigento detiene una quota rilevante della società consortile e che il gestore del servizio idrico presenta una situazione finanziaria particolarmente pesante.
Occorre sapere se esistano debiti o crediti reciproci tra il Comune e Aica, se le rispettive poste contabili siano state conciliate e quale impatto possano produrre sui conti dell’ente.
Lo stesso vale per fondazioni, consorzi e altre società rientranti nel perimetro di consolidamento.
Le eventuali discordanze tra i bilanci del Comune e quelli delle partecipate non rappresentano dettagli formali. Possono generare passività, rilievi da parte dei revisori e ulteriori difficoltà nell’approvazione degli strumenti finanziari.
Dal 20 settembre inizierà la corsa contro il tempo
Il problema non riguarda soltanto gli atti ancora da approvare. Dalla seconda metà di settembre il calendario finanziario e amministrativo diventerà sempre più fitto.
Al rendiconto 2025 e al bilancio 2026-2028 si affiancheranno il consolidato, gli adempimenti relativi agli equilibri, la verifica dei rapporti con le società partecipate e la costruzione del nuovo ciclo finanziario 2027-2029.
Dovranno essere predisposti anche gli atti propedeutici al prossimo bilancio:
- il Documento unico di programmazione;
- il programma triennale delle opere pubbliche;
- l’elenco annuale dei lavori;
- il programma degli acquisti di beni e servizi;
- il piano del fabbisogno del personale;
- la ricognizione delle partecipazioni;
- la quantificazione delle entrate tributarie ed extratributarie;
- la previsione delle spese e dei servizi per il nuovo triennio.
Il rischio è evidente: arrivare dopo il 20 settembre con una vera e propria pioggia di scadenze, mentre il Comune deve ancora chiudere gli strumenti relativi all’anno precedente e rendere operativo quello riguardante l’anno in corso.
Agrigento potrebbe così trovarsi a dover certificare il 2025, programmare il 2026 quando l’anno è ormai ampiamente avanzato e, contemporaneamente, costruire il bilancio 2027-2029.
Un ingorgo contabile e amministrativo che rischierebbe di rallentare ulteriormente la macchina comunale.
Esiste una maggioranza per approvare i bilanci?
C’è poi una questione politica che non può essere ignorata.
Michele Sodano dispone in Consiglio comunale di un gruppo direttamente riconducibile alla propria coalizione che non rappresenta la maggioranza dell’aula. Il centrodestra conta numericamente molti più consiglieri e lo ha già dimostrato durante le prime votazioni importanti.
Gli strumenti finanziari non possono essere approvati soltanto dalla Giunta. Devono arrivare in Consiglio comunale, essere esaminati e ottenere i voti necessari.
L’amministrazione ha già aperto un confronto con i gruppi consiliari? Esiste una maggioranza pronta a sostenere il rendiconto e il bilancio? Oppure si attenderà la seconda convocazione, facendo affidamento su un numero più ridotto di presenze?
E soprattutto: quali condizioni politiche potrebbero essere poste per garantire l’approvazione degli strumenti finanziari?
La città ha il diritto di sapere se esista un’intesa sul bilancio o se Palazzo dei Giganti rischi di arrivare alle prossime scadenze senza una maggioranza definita.
Serve un cronoprogramma pubblico
Report Sicilia non chiede al sindaco e al nuovo assessore di risolvere in poche settimane problemi eventualmente accumulati durante anni di gestione. Chiede, però, trasparenza, documenti e date.
Sodano ha inizialmente trattenuto per sé la delega al Bilancio e ha poi scelto di affidarla a Raffaele Trano, commercialista ed ex parlamentare nazionale. Ha contestato pubblicamente l’operato della precedente amministrazione e ha sostenuto di avere ereditato un Comune senza gli strumenti finanziari indispensabili.
Adesso il sindaco e l’assessore devono spiegare come e quando intendano superare questa condizione.
Serve un cronoprogramma pubblico che indichi:
- la data di approvazione in Giunta del rendiconto 2025;
- la data di trasmissione al Collegio dei revisori;
- la data prevista per l’esame in commissione;
- la data di convocazione del Consiglio comunale;
- la data prevista per l’approvazione del bilancio 2026-2028;
- lo stato della salvaguardia degli equilibri;
- il percorso per l’approvazione del bilancio consolidato 2025;
- l’avvio della programmazione finanziaria 2027-2029.
Dal 20 settembre in poi le scadenze inizieranno ad accavallarsi e ogni ulteriore ritardo renderà più difficile distinguere le responsabilità ereditate da quelle maturate sotto la nuova amministrazione.
Report Sicilia continuerà a parlare della città
Sappiamo bene che anche questo articolo potrà provocare la consueta reazione di una parte dei sostenitori di Michele Sodano: insulti, attacchi personali e tentativi di screditare chi pone domande scomode. È un modus operandi che abbiamo già conosciuto e che non ci intimorisce.
Report Sicilia non teme gli insulti e non rinuncerà al proprio compito.
Continueremo a parlare della città, dei suoi problemi e, soprattutto, delle sue prospettive. Continueremo a porre domande nell’interesse dei cittadini e a pretendere risposte fondate su atti, numeri e scadenze.
Le responsabilità relative ai ritardi accumulati nel passato potranno essere ricostruite e attribuite a chi governava allora. Ma il rendiconto 2025, il bilancio di previsione 2026-2028, il consolidato e la programmazione 2027-2029 devono essere predisposti, portati in aula e approvati oggi.
Sono materie che l’attuale amministrazione non può continuare a scaricare sui predecessori.
Dal giorno dell’insediamento della nuova Giunta e, soprattutto, dalla nomina dell’assessore Trano, ogni giornata trascorsa appartiene anche all’attuale governo della città. Dopo il 20 settembre, quando le scadenze inizieranno ad accavallarsi, sarà ancora più difficile attribuire ogni problema esclusivamente a chi non governa più.
Noi andremo avanti, senza farci condizionare dagli insulti e senza entrare nel gioco delle tifoserie. Agrigento non ha bisogno di sostenitori pronti ad attaccare chiunque rivolga una domanda al sindaco. Ha bisogno di bilanci approvati, conti trasparenti, servizi funzionanti e una prospettiva credibile per il proprio futuro.
La domanda, dunque, resta sul tavolo e attende una risposta pubblica:
a che punto sono gli strumenti finanziari del Comune di Agrigento e in quali date saranno portati all’esame del Consiglio comunale?





