AGRIGENTO, ANCORA UN DEBITO FUORI BILANCIO: IL COMUNE PAGA 37.913 EURO A BANCA SISTEMA

Agrigento continua a fare i conti con le conseguenze di una gestione amministrativa che produce debiti fuori bilancio e condanne giudiziarie. Con la Determinazione dirigenziale n. 341 del 12 febbraio 2026, il Comune ha disposto la liquidazione di 37.913,59 euro in favore di Banca Sistema S.p.A., a seguito di un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Agrigento
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Il decreto ingiuntivo n. 402/2024
Il provvedimento trae origine dal Ricorso per Decreto Ingiuntivo n. 402/2024, con il quale il Tribunale di Agrigento ha ingiunto al Comune il pagamento della somma di 32.051,95 euro, oltre interessi moratori e spese legali.
La somma è legata a un credito originariamente vantato da Enel Energia S.p.A., poi ceduto a Banca Sistema S.p.A..
Con delibera del Consiglio Comunale del 2025 è stata riconosciuta la legittimità del debito fuori bilancio, derivante da una proposta risalente addirittura al 4 aprile 2022.
Il conto finale: quasi 38 mila euro
L’importo complessivo da liquidare ammonta a 37.913,59 euro, così suddivisi:
34.767,24 euro per il credito comprensivo di interessi
1.701,35 euro per spese legali (IVA, CPA e rimborso forfettario inclusi)
45 euro per spese di autentica notarile
1.400 euro a titolo di risarcimento
La somma grava sul capitolo 1289, impegno n. 13493
Il provvedimento è stato firmato digitalmente dal responsabile del Settore Affari Legali, avv. Antonio Insalaco.
Un problema strutturale
Il caso riaccende i riflettori sulla gestione dei debiti del Comune di Agrigento. Non si tratta infatti di una cifra astronomica in sé, ma di un meccanismo ormai ricorrente:
Mancati pagamenti nei tempi dovuti
Cessione dei crediti a società finanziarie
Ricorso per decreto ingiuntivo
Riconoscimento del debito fuori bilancio
Pagamento con aggravio di interessi e spese legali
Un percorso che, nel tempo, comporta un aggravio costante per le casse comunali.
Gli interessi e le spese: il prezzo dei ritardi
La somma iniziale di poco più di 32 mila euro arriva a sfiorare i 38 mila euro tra interessi, spese e risarcimenti. Una dinamica che pesa sui cittadini, chiamati indirettamente a coprire inefficienze e ritardi amministrativi.
In un contesto finanziario già delicato, ogni debito fuori bilancio rappresenta un ulteriore elemento di squilibrio, anche alla luce degli obblighi di controllo contabile e degli equilibri di bilancio previsti dal TUEL.
Serve una gestione più rigorosa
La vicenda pone una domanda semplice ma fondamentale:
perché si arriva sistematicamente al decreto ingiuntivo?
Una programmazione finanziaria puntuale e una gestione tempestiva dei pagamenti potrebbero evitare:
contenziosi
interessi moratori
spese legali
risarcimenti aggiuntivi
In definitiva, si tratta di risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a servizi, manutenzioni, politiche sociali, anziché a coprire sanzioni e aggravi.
La trasparenza come primo passo
Il provvedimento è pubblicato come previsto dalla legge e diventa immediatamente esecutivo con la pubblicazione all’Albo Pretorio
Ma la trasparenza formale non basta: occorre una riflessione politica e amministrativa su come prevenire queste situazioni.
Perché ogni debito fuori bilancio non è solo un numero in un atto amministrativo:
è il segnale di un sistema che continua a rincorrere le emergenze, anziché prevenirle.





