Agrigento 2025, Seddio: “La Fondazione ha fallito la sua missione”

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La Fondazione di partecipazione Agrigento 2025, nata per garantire pluralismo, partecipazione e varietà delle proposte culturali fino almeno a dicembre 2028, avrebbe già tradito la propria missione originaria. A sostenerlo con parole durissime è il professor Pasquale Seddio, in una lunga riflessione pubblicata sul proprio profilo Facebook.

Secondo Seddio, una delle principali “dimensioni di valore” su cui la Fondazione ha clamorosamente fallito è proprio quella per cui era stata costituita: allargare gli spazi del pluralismo culturale attraverso un sistema di governance allargato, sostenibile e duraturo.

“Una eutanasia istituzionale accelerata”

Per il professore, oggi la Fondazione sembra avviata verso una vera e propria:

«eutanasia istituzionale che Presidente, Cda e Direttore generale provano a somministrare a spron battuto».

Una prospettiva che, per Seddio, porta a una conclusione netta:

«La Fondazione va chiusa».

Un giudizio drastico, che fotografa un fallimento non solo gestionale, ma soprattutto culturale e democratico.

Il pensiero di gruppo come nemico della cultura

Seddio individua uno dei principali ostacoli alla crescita del capitale culturale del territorio nel cosiddetto group-think, il pensiero di gruppo. Non si tratta, precisa, di semplice conformismo o obbedienza di comodo, ma di una dinamica più profonda e pericolosa:

«È il vizio di chi, in nome dell’identità di gruppo o dell’adesione a certe matrici politico-culturali-comportamentali, rinuncia ad esprimere il proprio punto di vista pur di ottenere l’unanimità dei consensi».

Da qui nasce il pensiero unico, che soffoca il confronto, narcotizza il conflitto interno e, soprattutto, blocca ogni possibilità di innovazione.

Cultura senza conflitto è cultura senza futuro

Secondo il docente, chi si chiude all’ascolto di altre voci finisce per tarpare le ali al futuro della comunità. Richiamando il pensiero di Amartya Sen, Seddio ricorda che il compito irrinunciabile del lavoro culturale è quello di alimentare il pensiero critico per garantire la:

«biodiversità delle opzioni culturali».

Un concetto chiave: le culture, come le lingue, descrivono lo stesso mondo, ma lo fanno in modi diversi. È proprio questa diversità a rendere una comunità viva, dinamica e capace di evolversi.

Agrigento 2025: occasione persa?

Alla luce di queste considerazioni, Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 rischia di trasformarsi, secondo Seddio, in una grande occasione mancata. Una struttura che avrebbe dovuto aprire spazi di confronto e di pluralismo si è invece chiusa in una governance ristretta, incapace di generare vera innovazione culturale.

Una denuncia forte, che rilancia con urgenza il tema della trasparenza, della partecipazione e del pluralismo nella gestione della cultura ad Agrigento.

Perché senza confronto, senza pensiero critico e senza biodiversità culturale, nessuna città può davvero dirsi Capitale della Cultura.

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