Agricoltura, pesca e trasporti in crisi: Agrigento chiede aiuti urgenti

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Il Consiglio provinciale di Agrigento ha approvato all’unanimità dei presenti l’emendamento del presidente Giuseppe Pendolino, che integra la mozione presentata dal consigliere Milko Cinà sulla crisi del comparto olivicolo. Il documento amplia l’attenzione all’intero settore agricolo, alla pesca e all’autotrasporto, chiedendo interventi urgenti ai Governi regionale e nazionale per sostenere le imprese in difficoltà.

Crisi agricola ad Agrigento, il Consiglio provinciale chiede interventi urgenti

La decisione, assunta nella seduta del 20 ottobre 2026, rappresenta un nuovo passaggio istituzionale nella mobilitazione avviata dagli amministratori locali e dalle organizzazioni agricole della provincia.

Durante il dibattito, Cinà ha evidenziato come le difficoltà inizialmente denunciate dagli olivicoltori abbiano assunto dimensioni più ampie, coinvolgendo numerose attività produttive.

L’emendamento proposto da Pendolino recepisce questa valutazione, estendendo le richieste di sostegno alle altre filiere economiche interessate dalla crisi.

Prezzi agricoli in calo e costi di produzione in aumento

Al centro delle preoccupazioni del presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento c’è il crescente squilibrio tra i prezzi di vendita dei prodotti e i costi sostenuti dalle aziende.

Secondo quanto riferito da Pendolino, le quotazioni di uva, ortofrutta e cereali hanno registrato forti ribassi, con prezzi dei cereali scesi, in alcuni casi, intorno ai 18 centesimi al chilogrammo.

Una situazione aggravata dall’aumento delle spese per carburanti agricoli, fertilizzanti e prodotti fitosanitari.

Le difficoltà degli olivicoltori

La protesta è partita soprattutto dal comparto olivicolo, dove il ridimensionamento delle quotazioni dell’olio ha alimentato le preoccupazioni dei produttori.

Nel corso delle mobilitazioni di ottobre, le quotazioni locali dell’extravergine sono state indicate tra 5 e 6 euro al chilogrammo, rispetto ai 9-10 euro raggiunti nella precedente fase di mercato.

Per molte aziende, secondo le rappresentanze agricole, i ricavi non sarebbero più sufficienti a coprire le spese necessarie alla raccolta e alla trasformazione.

Aziende agricole senza liquidità e difficoltà di accesso al credito

Pendolino ha richiamato l’attenzione anche sulle condizioni finanziarie delle imprese.

Numerosi agricoltori, secondo il presidente, riescono a sostenere soltanto le spese più urgenti, accumulando debiti e fatture ancora da saldare.

La difficoltà di ottenere nuovi finanziamenti bancari rischia di compromettere la programmazione della prossima annata agraria, perché le aziende devono anticipare le somme necessarie all’acquisto di sementi, concimi e carburante.

La PAC e le differenze tra territori agricoli

Un altro punto sollevato durante il Consiglio riguarda la Politica agricola comune dell’Unione europea.

Pendolino ritiene che gli strumenti di sostegno debbano considerare maggiormente le caratteristiche produttive e climatiche della Sicilia, differenti da quelle dei territori del Nord Europa.

Particolare attenzione è stata riservata alla disponibilità di acqua per l’irrigazione, soprattutto durante i mesi estivi.

La PAC 2023-2027 prevede già strumenti di sostegno al reddito e interventi adattabili alle condizioni locali. La richiesta avanzata ad Agrigento punta a una risposta più adeguata alle difficoltà denunciate dalle imprese siciliane.

Autotrasporto e pesca, la crisi coinvolge altre filiere

L’emendamento approvato estende l’attenzione al settore dell’autotrasporto, strettamente collegato alla distribuzione dei prodotti agricoli.

L’aumento dei costi del gasolio, ha spiegato Pendolino, incide direttamente sui bilanci delle imprese che trasportano ortofrutta, cereali e olio verso i mercati.

Anche la pesca presenta difficoltà legate alle spese energetiche e alla commercializzazione. A Sciacca, Confcommercio ha recentemente segnalato i problemi delle attività che si occupano di conservazione, vendita e trasporto del pescato, chiedendo un ampliamento delle misure di sostegno.

Dal confronto con il prefetto alla richiesta dello stato di crisi

La decisione del Consiglio provinciale segue l’incontro istituzionale del 12 ottobre, al quale hanno partecipato il prefetto Salvatore Caccamo, amministratori locali e rappresentanti del mondo agricolo.

In quella occasione erano state illustrate le conseguenze dell’aumento dei costi e della diminuzione della redditività delle produzioni.

Il prefetto aveva annunciato contatti con il ministero competente per rappresentare le difficoltà del territorio.

Le richieste al Governo nazionale e alla Regione

Il documento approvato sollecita l’apertura di un tavolo ministeriale e la dichiarazione dello stato di crisi per i comparti interessati.

Pendolino propone anche la costituzione di un fondo specifico per le imprese agricole in difficoltà, coinvolgendo la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Agricoltura e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Consiglio intende trasmettere il documento ai Comuni agrigentini e agli altri Liberi Consorzi siciliani per favorire un’iniziativa condivisa.

Il rischio di chiusure e spopolamento delle campagne

Tra le conseguenze temute dagli amministratori figurano la chiusura delle aziende, la perdita di occupazione e l’abbandono dei terreni agricoli.

Pendolino ha collegato la sopravvivenza dell’agricoltura anche alle politiche contro lo spopolamento delle aree interne, dove le attività rurali rappresentano una fonte importante di reddito.

L’obiettivo dell’iniziativa provinciale è ottenere misure economiche e finanziarie capaci di sostenere la continuità produttiva, evitando che le difficoltà attuali compromettano stabilmente il tessuto economico e sociale del territorio.

Resta ora da verificare quali risposte arriveranno dalle istituzioni regionali e nazionali e se le richieste contenute nel documento si tradurranno in provvedimenti concreti.

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