Pubblicato: lunedì 24 febbraio 2020

Gaspare Giacalone, un rappresentante dei territori e del civismo nella Direzione Nazionale del PD

gaspare giacalone petrosinoGaspare Giacalone, Sindaco di Petrosino, comune del trapanese, farà parte della Direzione Nazionale del Partito Democratico, scelto da Zingaretti perché rappresentante di una sinistra non militante nei partiti, ma radicata nei territori e rappresentante di realtà civiche. In un’intervista abbiamo ripercorso gli step che poi hanno portato a questa nomina e parlato del nuovo corso del PD, nonché della lotta alla mafia.

La sua figura è stata sempre legata alla rete di movimenti civici, come mai ora nella direzione nazionale del Partito Democratico?

Bisogna chiederlo a Zingaretti. Con lui abbiamo iniziato un percorso con “Piazza Grande“, quando si è candidato alla guida del partito. Mi ha chiamato nel 2018 per gestire i lavori di quello che fu il primo incontro della sua candidatura nel Partito Democratico, con tutti i sindaci, amministratori d’Italia, ero stupito anche io di quella scelta, ma lui mi disse perché vogliamo esattamente persone come te e che comunque rappresentano la sinistra non militante nei partiti, ma che comunque è radicata nei territori e che rappresenta anche delle realtà civiche realmente presenti e non invece per opportunità elettorali.

Un Partito Democratico che  si apre ai movimenti, quindi anche alle “Sardine”?

È sicuramente un’apertura totale alla società italiana, ma sopratutto alle realtà nei territori, ma non è soltanto la mia nomina, che poi è stata una elezione, ma un esempio ancora più marcato di questo nuovo corso è l’elezione della mia amica sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi, con la quale abbiamo iniziato insieme questo nuovo percorso. Un messaggio forte dirompente che chi conosce le persone in gioco saprà cogliere.

Lei ha detto cambieremo il Partito Democratico, che visione ha del futuro di questo partito?

Deve tornare sicuramente nei territori, tra la gente e discutere con la gente, non stare dentro quattro mura, dove protagonista è stata la divisione e le lotte. Io in qualche modo ho vissuto sulla mia pelle questo modo di fare, nelle due mie elezioni non sono stato appoggiato dal Partito Democratico, invece credo che bisogna aprire le braccia per accogliere, senza rinnegare la storia bella di un partito anche a livello locale, ma sicuramente essere più coinvolgenti e dialoganti.

Quale sarà il rapporto con i vertici del partito in provincia di Trapani? Ha già avuto contatti?

Non ho avuto contatti con i vertici provinciali. Zingaretti ha inserito nomi della società civile e tra questi il mio. Sarò contento di iniziare un dialogo con chi rappresenta il partito in provincia, ma soprattutto incoraggerò tutte quelle iniziative che si rivolgono direttamente alla gente, il mio primo pensiero va ai movimenti civici che mi sento di rappresentare anche i questo ruolo, la provincia di Trapani ha bisogno di Politica e non divisioni e guerre.

Il suo contributo maggiore su cosa sarà?

Su diversi fronti, soprattutto sulla lotta alla mafia e affermazione della legalità, anzi come è stato nel mio approccio nella affermazione della cultura della legalità, perché certi comportamenti vanno combattuti non perché si appartiene ad un’organizzazione criminale, ma proprio perché certi silenzi e certe compiacenze vanno a rafforzare quella che è diventata una vera e propria cultura radicata in alcune parti della società siciliana. Rispetto della legalità, lotta alla corruzione, ma soprattutto la buona amministrazione son valori che dobbiamo affermare dove ancora non ci sono. La Sicilia ha bisogno di buoni esempi e non di essere demonizzata con i soliti preconcetti, anche mediante esempi di buona amministrazione, come me tanti sindaci hanno ci hanno affermato un cambiamento mettendoci la propria faccia, rischiando ogni giorno.

Quali sono le parole che caratterizzeranno, secondo lei, la Sicilia del futuro?

Legalità, cambiamento e città, l’Italia è fatta di 7 mila comuni, 5 mila con meno di 10 mila abitanti, l’Italia più vera e popolosa, questa va rappresentata, è qui che dobbiamo vincere le sfide ed è qui che dobbiamo essere ancora più presenti.

Nel video seguente potete ascoltare l’intervista telefonica:

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