Pubblicato: martedì 4 febbraio 2020

Il Movimento 5 Stelle in crisi?

Il Movimento 5 Stelle dalle ultime elezioni europee in poi ha iniziato a perdere consensi, una questione legata al Governo o all’organizzazione dello stesso Movimento? Sud a Berlusconi e Nord alla Lega?

Dalle europee di maggio il Movimento 5 Stelle, che prima sembrava andare sempre più alto nei consensi, ha iniziato a vivere una fase calante, chiamiamola pure crisi. I numeri sono ben lontani dalle elezioni nazionali del 2018 e in particolare nelle ultime competizioni regionali si è assistiti ad una vera emorragia di consensi, tanto che il leder, Luigi Di Maio, si è dimesso da capo politico, forse un po’ destituito e un po’ perché non d’accordo con la linea imposta dal Movimento.

Quali le ragioni?

Molti identificano come causa principale della perdita di consensi del Movimento 5 Stelle la questione legata alle promesse “populiste”, che si sono sgonfiate alla prova della concretezza di governo del paese. La frase che si sente di più pronunciare a cittadini che hanno votato 5 Stelle è: “Non fanno quello che avevano promesso”. Tutto questo, andando nel particolare, porta alla non fiducia nelle capacità politiche dei 5 Stelle, che sembra strettamente legato al non aver creato una vera e propria “classe dirigente” ed esser rimasti “acerbi”. Una “classe dirigente” che in molti hanno identificato con gli esponenti di quei territori che sono stati prolifici di voti per il Movimento 5 Stelle, tra questi, per esempio, esponenti di Alcamo che ha espresso un sindaco, un deputato regionale, uno nazionale e uno europeo, ma questi sembrerebbero non aver trovato gli spazi giusti per portare la loro esperienza positiva, anche se il deputato europeo Corrao, da inizio dicembre, fa parte dei “facilitatori”, ma di contro tra questi a livello regionale non c’è nessuno espressione di Alcamo.

I territori non ascoltati e “traditi”

Quindi un altro elemento importante che esce fuori da questa crisi è la richiesta della base 5 Stelle di ritornare a parlare con i territori, di conseguenza la necessità di creare una struttura non più puramente movimentista, ma una con “strutture” certe, un percorso che ad onor di cronaca era già nell’aria da un po’ di tempo, ma mai concretizzato, anche perché le attenzioni sono andate alla crisi di governo, con la fuoriuscita della Lega di Salvini, e poi alla nascita del nuovo governo con alleato il vecchio “nemico” Partito Democratico.

Democrazia interna al Movimento 5 Stelle

Uno spazio rilevante nella crisi 5 Stelle è quello che riguarda i rapporti interni, infatti in molte occasioni si è reso palese la richiesta di ascolto di alcuni esponenti del Movimento stesso, che inoltre hanno messo in evidenza che la mancata concertazione interna ha portato il movimento ad allontanarsi dal suo programma, creando solo un’oligarchia che agisce con i paraocchi.

Confusione 5 Stelle. Sud a Berlusconi e Nord alla Lega?

Una situazione che di certo è confusionaria, tra slanci in avanti e richieste di un’organizzazione che non permetta una totale anarchia. Cosa succederà? Di sicuro, fa parte della politica, il Movimento 5 Stelle governativo rischia di perdere ulteriormente consensi, ma di contro c’è chi vede nella strutturazione, forse un passaggio da movimento a “partito”, una possibilità per non sparire e anzi per aumentare la credibilità, cioé creare “classe dirigente” che metta insieme popolo e concretezza di governo. Un percorso difficile, che alcuni dicono impossibile, perché reputano gli attuali 5 Stelle delle meteore e senza calibro politico, ma che di sicuro cambierà lo scenario politico italiano, un’altra volta, perché non si può negare che il Movimento 5 Stelle, insieme alla Lega, ha rivoluzionato un panorama politico che era “ostaggio” della lotta tra Berlusconi e chi era contro Berlusconi, o dalla ricerca del nuovo Berlusconi, come se uno come Berlusconi possa “morire” politicamente così dall’oggi al domani, e le ultime regionali in Calabria ne sono la prova. Non è che alla fine questi tentennamenti e stravolgimenti portino a: Sud a Berlusconi e Nord alla Lega?

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