Pubblicato: mercoledì 19 marzo 2014

Antimafia e rifiuti: la Fit Cisl chiede la pubblicazione dell’esito dei controlli sulle discariche siciliane

RifiutiPalermo, 19 Marzo. Il Segretario regionale della Fit Cisl, Amedeo Benigno, lancia il suo appello alla commissione regionale antimafia, chiedendo che la stessa renda pubblico il risultato dell’inchiesta, già svolta, sulle imprese che gestiscono le discariche in Sicilia. I controlli effettuati riguardano eventuali infiltrazioni mafiose, e la richiesta tende a eliminare l’alone di nebulosità attualmente presente, che alimenta dubbi e illazioni dietro cui, secondo Benigno, si nasconderebbero “coloro che cercano di occultare le loro incapacità”:

“Invitiamo i parlamentari della Commissione regionale antimafia a rendere pubblico subito l’esito dei controlli antimafia sulle imprese che gestiscono le discariche in Sicilia, a partire da quelle pubbliche guidate da politici”, dichiara infatti Benigno.

“Sarebbe un gesto di trasparenza che porrebbe fine da subito alla cultura di coloro che cercano di occultare le loro incapacità alimentando dubbi sospetti e illazioni.

Ci chiediamo chi ha interesse a parlare d’altro e non dell’esito dei controlli antimafia sui gestori delle discariche”, continua il Segretario regionale Fit Cisl. “Servono nomi e cognomi dei gestori eventualmente ritenuti condizionati dalla mafia, lavorare in un impresa mafiosa è in primis un danno per i lavoratori”.

Benigno conclude con l’analisi sullo stato attuale della gestione rifiuti in Sicilia, in condizioni gravemente critiche, in una situazione di perenne emergenza che continua ormai da 15 anni:

“Intanto la gestione rifiuti in Sicilia continua a mostrare le sue lacune. Nonostante, infatti, la Regione abbia infatti inviato i commissari straordinari negli Ato, continuano quei comportamenti poco trasparenti e le gravi criticità non risolte che portano a situazione ancora esistenti, come il mancato pagamenti degli stipendi dei lavoratori (come accade dell’Ato Pa1) o ancora peggio al licenziamento di lavoratori come avvenuto nel caso dei 172 operai licenziati dal Coinres che hanno già concluso il periodo di sussidio di disoccupazione. Il diritto dei lavoratori violato viene messo a tacere rispetto alla lotta politica per le poltrone in giunta, da quindici anni viviamo di emergenza andando avanti con le scorciatoie ”.

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